LA REGIONE TASSA L'ACQUA AI CITTADINI, MA REGALA MILIONI ALLE MULTINAZIONALI DELLE MINERALI
I cittadini pagheranno il 3% in più, ma Lega e PdL hanno ridotto i canoni a chi imbottiglia l'acqua pubblica
Apprendiamo che grazie alla legge approvata recentemente dal Consiglio Regionale Veneto, anche i cittadini polesani, come tutti i veneti, dovrebbero pagare una tassa di circa il 3% sulla bolletta dell'acqua per finanziare interventi sul miglioramento della qualità delle risorse idriche della pedemontana. A parte la giusta osservazione, che alcuni hanno già fatto, per cui non si capisce perché anche i polesani debbano pagare la depurazione delle acque dell'alto Veneto, mentre da anni rimane inascoltata la richiesta del Polesine di intervenire per migliorare le acque del basso corso del Po e dell'Adige, a cui noi attingiamo e per cui dobbiamo pagare costi altissimi di potabilizzazione.
C'è un altro fatto che rende particolarmente odiosa questa decisione della maggioranza Lega - PdL veneta. Ed è il fatto che per finanziare opere giustissime non si interviene con prelievi fiscali progressivi, che vanno a colpire in maniera più importante chi ha di più; si sceglie invece di tassare in maniera indiscrimata un diritto primario come l'acqua, pesando così in maniera proporzionalmente più pesante sulle fasce più deboli della popolazione e, in particolare, sulle famiglie numerose. Ma la vera vergogna è che se oggi la Regione Veneto decide di mettere le mani in maniera così iniqua nelle tasche dei cittadini e dei lavoratori, appena poche settimane fa ha stabilito una scandalosa regalia alle multinazionali delle acque minerali. Infatti, un emendamento approvato dalla maggioranza ha prorogato fino al 2015 le riduzioni dei canoni di prelievo di acque minerali previste dalla legge 22/2009. Insomma, con un colpo di mano Lega e PDL hanno regalato dieci milioni di euro alle grandi multinazionali della acque minerali, che con l'acqua pubblica hanno fatto i miliardi. Un'operazione che già da sola suona come una "mancia clientelare" insopportabile, perché rappresenta uno spregio al mondo del lavoro, ai piccoli imprenditori, agli artigiani che dalla Regione non avranno nessun aiuto. Se a questo sommiamo che oggi si chiede alle famiglie venete di pagare di più l'acqua con cui cucinano e si lavano viene da dire che sarebbe meglio che il presidente Zaia sostituisse il proprio slogan "Prima il Veneto" con "Prima le multinazionali"!
Lorenzo Feltrin
portavoce provinciale Federazione della Sinistra
UNIRE LA SINISTRA, FERMARE LA MACELLERIA DEL GOVERNO, COSTRUIRE UN'ALTRA EUROPA
Sabato anche la Federazione della Sinistra del Polesine sarà alla manifestazione nazionale contro il governo Monti
Mai come in questo momento la Costituzione della Repubblica rischia di essere travolta a partire dall’articolo 1: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro".
Il valore e la natura stessa della democrazia e dei diritti del lavoro sono infatti gravemente sviliti da controriforme e manovre economiche inique, esplicitamente dettate da poteri politici e finanziari esterni al sistema istituzionale del nostro Paese, che scaricano su lavoratori, disoccupati e pensionati i costi degli enormi profitti accumulati dal capitale finanziario.
Il Governo Monti, pur formalmente legittimato dal sostegno dalla maggioranza trasversale di un Parlamento ampiamente logorato nella propria rappresentanza e credibilità, a partire dalle stesse modalità elettorali che lo hanno espresso, agisce al di fuori di un mandato popolare.
La riforma del lavoro, con lo svuotamento dell'articolo 18 e la sostanziale liberalizzazione del lavoro precario, segna un salto di qualità nel dominio e nella ricattabilità del lavoro i cui diritti sono già in via di destrutturazione per l'attacco portato dal governo Berlusconi alla contrattazione nazionale e alla democrazia sindacale.
Le politiche fiscali poi, oltre ad essere socialmente inique e insostenibili per una fetta sempre più ampia della popolazione, producono un circolo vizioso che porterà ad un'ulteriore recessione economica e ad un aggravio delle condizioni materiali delle persone.
Opporsi a queste politiche e concorrere alla costruzione di un modello sociale ed economico alternativo è pertanto dovere di ogni cittadina e cittadino democratici: è il compito urgente che abbiamo tutti noi in Italia ed in Europa. Un segnale positivo importante è venuto dalle ultime elezioni in Europa e, in parte, anche dalle amministrative in Italia: dovunque c'è stato un crollo dei partiti che sostenevano le politiche imposte da banche e grande capitale finanziario. Sarkozy, Merkel, Papademos e Monti sono stati sfiduciati dai propri cittadini.
Emerge sempre di più la necessità di costruire, in Europa e in Italia un'alternativa che contrasti effettivamente la speculazione, usata insieme al debito contratto dagli Stati per salvare speculatori ed affaristi, come una clava per distruggere i diritti sociali.
Un'alternativa volta a redistribuire la ricchezza, a fronte della crescita scandalosa delle disuguaglianze, ad aumentare salari e pensioni, istituire il reddito sociale, riqualificare ed estendere il sistema di welfare.
Un'alternativa che si fondi sulla centralità dei diritti del lavoro, riconverta le produzioni nel segno della sostenibilità ecologica, investa nella conoscenza e nella cultura, ampli la sfera dei beni comuni sottratti al mercato, riqualifichi il pubblico a partire da un nuovo modello di democrazia e partecipazione.
Un'alternativa all'insegna di politiche di pace e cooperazione contro le logiche di guerra con la drastica diminuzione delle spese militari.
Per queste ragioni sabato 12 maggio la Federazione della Sinistra ha indetto una grande manifestazione nazionale unitaria a Roma, con lo scopo di unire e rilanciare l'opposizione al governo Monti, alle politiche della BCE e dell'UE e alla dittatura dei mercati finanziari.
Invitiamo tutti coloro che si riconoscono in queste ragioni a scendere con noi in piazza, anche dal Polesine. Per chi volesse partecipare organizziamo un pullman da Adria, Rovigo e Occhiobello. Per info e prenotazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. tel. 3481758955 o 3397181654.
Federazione della Sinistra
Coordinamento provinciale


